l'uomo che cammina

sui pezzi di vetro

L’invulnerabile Hamilton come un protagonista delle poesie/canzoni di De Gregori.

Leclerc, nell’ombra di Lewis, progetta un futuro ancora più splendente.

Era il gennaio del 1975 quando un giovane Niki Lauda correva per aggiudicarsi il primo titolo mondiale e un altrettanto giovane Francesco De Gregori pubblicava uno degli album più importanti nella storia del cantautorato italiano: Rimmel.

Nel lato A del vinile è incisa la traccia “Pezzi di vetro” in cui Francesco, accompagnato da una sola chitarra, racconta la storia di un giovane ventenne e di una donna matura.

 

Lei, come canta De Gregori, è incantata dalla semplicità con cui il giovane cammina tra le taglienti avversità della vita, dal modo in cui “vince sui vetri e spezza bottiglie” senza ferirsi. Ma è soprattutto il sorriso, capace di vincere ogni difficoltà, il dettaglio che più complisce la donna. D’altronde, il giovane ha vent’anni: per lui, la vita è facile.

Dagli spartiti ai circuiti

Sempre a gennaio, ma questa volta del 1985, a Stevenage nasce Lewis Hamilton che, a distanza di 35 anni, troviamo ancora pronto a offrire “la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire”.

 

Hamilton porta a casa 92 vittorie, un record che era già scritto vista la macchina, visto il talento, vista la concorrenza. Ma l’impresa rimane, e nei prossimi giorni non si parlerà d’altro, perché, “sotto l’angolo retto di una stella”, illuminato, c’è solo e unicamente lui. 

 

Sarà l’intera Formula 1 a rivestire il ruolo della donna matura, rimasta da tempo incantata dalla classe di Lewis e dal suo sorriso che quasi ogni domenica occupa il gradino più alto del podio. Perché alla fine lo sappiamo, diventeranno 93, poi 94 e così via. Si tratterà solo di alzare un po’ di più l’asticella per il prossimo uomo che, come il britannico, saprà camminare sui pezzi di vetro.

Leclerc: illusione o promessa?

Del resto, i giovani in Formula 1 non mancano proprio. Ce n’è però uno in particolare che, almeno nei sogni dei tifosi del Cavallino, potrebbe diventare presto l’erede di questo prestigio. Charles Leclerc, il predestinato classe ’97, ormai da tempo balla sui cocci lasciati a terra dai disastri tecnici Ferrari stessa.

De Gregori conclude la sua canzone con un lieto fine. Potrà forse dirsi lo stesso, un giorno, per il sodalizio tra il monegasco e la Rossa, oppure il rapporto è destinato alla stessa fine di quello con Vettel e con Fernando Alonso?

 

Di sicuro c’è che, per Binotto e tutto il team Ferrari, il giorno del riscatto è ancora parecchio lontano. Noi, nel frattempo, ci godiamo un Lewis Hamilton che, con la sua straordinaria semplicità, abbatte e frantuma record su record. Perché, quando si riscrive la storia, “ferirsi non è possibile, morire meno che mai”.

30 Ottobre 2020 
di Luca Pirli Capitani

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