the climate route

e la prima spedizione climatica dALL'ITALIA ALLO STRETTO DI BERING

The Climate Route è uno straordinario progetto di un gruppo di ragazzi che si impegnano affinché tutti possano aprire gli occhi sulla realtà disastrata che è frutto del cambiamento climatico e sensibilizzano attraverso una serie di iniziative coinvolgenti per farci agire nel concreto. Noi di Radio CAP li abbiamo intervistati per potervi anche presentare il loro progetto che partirà a breve.

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Ciao, siamo Radio CAP! Da sempre attenti a tematiche come il cambiamento ambientale ci siamo imbattuti nel vostro fantastico progetto “The Climate Route” e l’organizzazione della prima spedizione climatica italiana verso lo Stretto di Bering. Come descrivereste ai nostri lettori il vostro progetto?

The Climate Route nasce come un’idea un po’ folle tra 4 amici davanti a una birra, si trasforma rapidamente in un progetto e poi una vera e propria associazione. Ma non è solo questo. È un’esigenza che nasce dagli studi che abbiamo fatto e dall’indifferenza che vediamo nella nostra società di fronte a un pianeta ferito dai cambiamenti climatici che mettono seriamente a rischio la vita che oggi conosciamo. Il nostro obiettivo è allora quello di sensibilizzare più persone possibili su questi temi attraversando 13 paesi per documentare gli effetti dei cambiamenti climatici sui territori e sulle popolazioni, per far vedere che non sono problemi lontani da noi né nel tempo né nello spazio. Non parleremo solo di problemi, ma anche di soluzioni, perché siamo ancora in tempo per invertire la rotta, ma tutti dobbiamo attivarci, essere consapevoli e combattere questo fenomeno a partire dalla vita di tutti i giorni.

Chi sono i vari componenti della grande matrioska che è “The Climate Route”?

 

The Climate Route nasce da 4 fondatori: Alberto, Andrea, Giorgio e Luca. Da 4 adesso siamo 40 volontari, con storie, età e background diversi, ma accomunati dalla stessa passione per l’ambiente e con lo stesso obiettivo: non stare seduti ad aspettare, ma fare qualcosa per far nascere un cambiamento e contrastare la crisi climatica. Abbiamo poi siglato diverse partnership, dall’alleanza delle Montagne della FAO fino ad Aurora Vision, casa di produzione di Lia Beltrami che si occuperà di portare a termine il documentario del viaggio. E tante altre, a partire dai tanti donatori che ci stanno sostenendo nella nostra campagna crowdfunding.

 

Spulciando il vostro profilo abbiamo avuto modo di leggere dei vostri “Aperitivi Climatici”. Qual è il loro obiettivo. Avete intenzione di farne altri, situazione attuale permettendo?

 

I nostri Aperitivi Climatici sono forse il format di cui andiamo più fieri. Ne abbiamo fatti diversi tramite le varie piattaforme online e siamo molto felici di aver fatto il primo in presenza a Bologna, in cui abbiamo lanciato la campagna crowdfunding e fatto divulgazione scientifica, a modo nostro. L’obiettivo è infatti questo, parlare di problemi complessi in modo semplice e diretto, invitando ospiti di rilievo ed esperti del tema, per poi parlare della nostra soluzione, il nostro progetto che nel suo piccolo vuole risvegliare tante coscienze. Il prossimo avrà luogo a Lecce sabato 22 Gennaio. E situazione Covid permettendo, speriamo di farne altri a breve!

 

Un’altra cosa che ci è saltata subito all’occhio è la rubrica dei lemmi che ruotano intorno alla questione ambientale. Oggigiorno quanto credete che la gente ancora poco istruita sulla questione?

Nonostante se ne parli sempre di più e le persone stiano acquisendo consapevolezza sul problema, pensiamo che la gran parte della popolazione sia ancora disinteressata e veda il problema (anche se reale) ancora troppo lontano, perché probabilmente non è stato ancora toccato da vicino. Con la rubrica dei lemmi vogliamo spiegare le parole del cambiamento climatico, a volte complesse e comprese solo da una nicchia di esperti, e con altre attività, come le nostre spedizioni Italiane, vogliamo far capire che il problema è già qui, ora.

 

Amitav Ghosh, in uno dei suoi libri, parlava di grande cecità per quanto riguarda la nostra incapacità al cambiare le nostre abitudini quotidiane e stile di vita per poterci comportare in modo friendly nei confronti dell’ambiente. Come possiamo essere meno ciechi al cambiamento climatico?

È forse la cosa più difficile quella di cambiare le proprie abitudini di fronte a un problema che vediamo ancora lontano. Portare alla luce gli effetti dei cambiamenti climatici e farli arrivare nelle case di tutti e di tutte con il nostro documentario vuole proprio capovolgere questa prospettiva. Se capiamo che il rischio è reale e vicino a noi, allora il cambiamento delle abitudini verrà da sé. Non possiamo essere perfetti e climaticamente neutrali dall’oggi al domani, ma molto si può fare a partire dalle scelte di acquisto di ogni giorno, fino alle abitudini alimentari e ai mezzi di trasporto utilizzati.

 

State per partire per il vostro grande progetto. Ce lo descrivereste? E come possiamo sostenervi?

Una spedizione per il clima dalla Marmolada fino allo Stretto di Bering, prevalentemente in treno con alcuni tratti simbolici a piedi, per mostrare gli effetti dei cambiamenti climatici e vedere come le persone stanno reagendo, raccontando le loro storie di adattamento e di speranza. Abbiamo bisogno di tutti e di tutte. Ci potete sostenere contribuendo alla nostra campagna crowdfunding (https://www.produzionidalbasso.com/project/the-documentary-route-18-000-km-per-il-clima/ ) anche con una piccola somma, facendo girare questo link tra i vostri amici, seguendo le nostre pagine o se avete voglia di spendervi in prima persona, diventando volontari e scrivendo a theclimateroute@gmail.com.

 

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per la vostra avventura!

Grazie a voi e un saluto agli amici di Radio CAP.

22 gennaio 2022 
di Angela Picarelli