Sull'importanza delle scelte

Recensione dell'anteprima del film "Il male non esiste"

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Catapultati in un mondo lontano dall’ordinario, in una realtà estranea come quella dell’Iran, si svolgono sul grande schermo le vicende di quattro uomini inevitabilmente interconnessi dallo stesso fil rouge. L’anteprima evento de “Il male non esiste” ha avuto luogo il 9 marzo alle ore 10:30 presso il cinema Antoniano di Bologna. È una pellicola indipendente che risale al 2020, ma distribuita solo ora in Italia, dal 10 di marzo, a causa della situazione pandemica, a distanza di due anni dalla meritata vittoria dell’Orso d’oro di Berlino. Il regista Mohammad Rasoulof non ha potuto, purtroppo, ritirare il premio a causa delle strette misure governative del regime degli ayatollah. La libertà artistica e il coraggio nel criticare un sistema politico oppressivo gli hanno reso la vita ancora più complicata, poiché costretto a essere internato in carcere.

Distribuito da Satine Film, giunge così nelle sale italiane “Il male non esiste”. É una pellicola che porta con sé una sconvolgente lezione sulla fragilità dell’essere umano di fronte alle scelte obbligate, concentrandosi in seguito sulle rispettive conseguenze delle proprie azioni. Risulta essere una vera e propria lezione sull’etica umana, sulla libertà del singolo in un regime dispotico e sulla possibilità di trarsi al di fuori di paradigmi ormai consolidati. Quattro uomini, quattro decisioni, quattro storie, che immergono lo spettatore in una spirale di emozioni indefinite in cui non si può delineare cosa sia giusto o sbagliato: non vi è, quindi, una netta separazione fra bianco e nero, ma solo una vasta sfumatura di grigi. 

La struttura della pellicola è a episodi, così le storie di questi quattro uomini si succedono una dopo l’altra, intervallate da uno sfondo nero e una frase in arabo che sintetizza il senso di ciò che lo spettatore sta per guardare. Questa scelta del regista ci offre una visione il più variegata e completa possibile di tutte le forme che l’umanità può assumere. Anche il paesaggio cambia con il protagonista, si aprono diverse ambientazioni, tra le più claustrofobiche e ristretto fino a scenari naturalistici.

“Il diavolo non esiste”: la primissima è quella di Hesmat, un uomo di mezza età estremamente mite e gentile. È un padre di famiglia investito, quindi, da doveri nei confronti della madre, della moglie e della figlia. Immersi nella sua quotidianità, tra il caos della grande città e le mura domestiche, ci viene fornito uno spaccato della sua giornata, su cui, però, la notte fa calare un’ombra, un segreto inconfessabile che ha che fare da vicino con il tema centrale del film: la pena di morte e la responsabilità.

“Lei ha detto: lo puoi fare”, Pouya è il secondo personaggio protagonista, un ragazzo che sta svolgendo il servizio militare obbligatorio, e che si trova, quindi, in un carcere per eseguire un ordine, un’imposizione di gravità tale da scatenare tra i camerati riflessioni filosofiche sulla morale e l’etica individuale e sulla libertà di scelta, che si trascina, infine, verso un’aspra critica al governo iraniano, in grado di rendere i suoi cittadini schiavi e carnefici per potersi garantire una vita migliore.

“Compleanno”, questa volta il film si concentra su Javad, anche lui un giovane soldato, che per essere presente al compleanno della fidanzata richiede tre giorni di congedo. Veniamo immersi, stavolta, in un panorama sovrabbondante, ricco di vegetazione e di una natura selvaggia. Javad giunge, infatti, in una casa isolata, quella della famiglia della sua ragazza, in cui si respira, però, in netto contrasto con l'ambientazione, un clima particolarmente teso. Anche qui il tema del segreto aleggia sospeso sulle vite dei personaggi, presto Javad si rende conto di quanto sia legato a una persona di cui prima di allora non conosceva neppure il nome.

"Baciami", l'ultimo episodio ci scaraventa nella vita di Bahram e Zaman, una coppia che vive ritirata tra le montagne iraniane, in questo luogo aspro e arido lontano da tutto e tutti si dedicano all'allevamento di api. Punto focale è l'incontro che avviene tra Bahram e Darya, una giovane che lui ha lungamente atteso, per rivelarle una verità sconvolgente e dolorosa, frutto di scelte passate, ma di cui l'uomo, ormai malato, non sembra pentirsi.

 

Questo film, un vero e proprio dramma, spalanca una finestra sul mondo, una riflessione sulla vita, ma che ci consente di interrogarci, ancora una volta, sul lato oscuro dell'essere umano.

26 Marzo 2022
di Camilla Ricci