spesa al supermercato: come pianificarla al meglio

Qualche consiglio per gli acquisti ragionati, evitando compere inutili e spesso dannose per il portafoglio

La crisi economica che il nostro paese già da tempo sta vivendo ha imposto agli italiani un cambiamento di abitudini, anche nella spesa. Il lockdown dello scorso anno e i continui cambi di colore delle regioni dello Stivale, poi, hanno e continuano a imporre serie limitazioni agli spostamenti; eccezion fatta per quelli relativi agli approvvigionamenti dei generi di sussistenza. In altre parole, capita spesso che l'uscita da casa per andare a fare la spesa sia percepita come una “boccata d'aria” in una noiosa e pesante quotidianità all'interno delle mura domestiche.

spesa immagine.jpg

Vediamo allora come evitare che questo momento di liberà si traduca in un dannoso spreco di denaro. Bastano poche e semplici regole – valide prima, durante e dopo l'attuale pandemia – che però devono diventare consuetudini da seguire con costanza.

 

L'abitudine ad acquistare in un centro commerciale costituisce una fortissima tentazione verso beni non indispensabili. La vasta gamma dei prodotti presentati e la loro disposizione sugli scaffali, frutto di sapienti teorie di marketing, inducono facilmente il consumatore a non uscire dal negozio a mani vuote. Per ovviare al problema degli acquisti non programmati occorre stilare una lista della spesa, da portare con sé durante gli acquisti. È infatti dimostrato dagli studi del settore che il consumatore acquista, unitamente ai prodotti per i quali entra nel negozio, anche quelli che, prima di essere visualizzati, non giudicava indispensabili. Se da un lato questo aspetto incrementa il fatturato degli esercizi commerciali, dall’altro incide più o meno pesantemente sul bilancio familiare, aumentando la voce delle spese impreviste.

 

L’elenco dei prodotti segnati sulla lista deve essere ragionato considerando l’effettivo bisogno del bene; il numero delle confezioni da acquistare può essere modificato sulla base di eventuali promozioni e offerte proposte dal negozio su quantitativi superiore all’unità. Può risultare piuttosto efficace, pur sembrando all’apparenza banale, portare con sé una biro per depennare l’articolo segnato, una volta inserito nel carrello della spesa: la lettura dei prodotti non ancora cancellati è un valido aiuto psicologico per proseguire il giro solo fra gli scaffali realmente necessari. 

 

È opinione diffusa, ma anche un dato di fatto, che andare a fare la spesa – soprattutto di generi alimentari – a stomaco vuoto induce il consumatore ad acquistare più del necessario. Lo stimolo della fame produce infatti il desiderio – facilmente appagabile all’interno di un centro commerciale – di scegliere i diversi prodotti offerti dal negozio, suddivisi a seconda delle differenti occasioni di ristoro. Ecco allora che, per esempio, guardando lo scaffale dedicato alla prima colazione, il consumatore immaginerà piacevolmente di trovarsi seduto davanti ai propri frollini preferiti. Senza fatica, poserà la confezione di quei biscotti nel carrello della spesa e la pagherà – spesso più di quanto avrebbe immaginato – alla cassa insieme agli altri prodotti da acquistare; poco importa se effettivamente non ne ha bisogno.

 

Un’ulteriore forma di risparmio è data dal riciclo dei sacchetti per il trasporto degli articoli da acquistare. Perché comprarne di nuovi se a casa ne abbiamo ancora alcuni in buone condizioni? Traduciamo la questione in termini economici: tenuto conto che il materiale con cui vengono prodotti i sacchetti biodegradabili non è molto resistente, supponiamo che occorrano almeno 4 buste per ogni spesa effettuata. Immaginiamo che una famiglia media composta da 4 persone si debba recare a fare la spesa almeno due volte la settimana: considerando che il costo medio per sacchetto oscilla tra i 0,10 e i 0,20 euro, il risparmio annuo medio va dai 58 ai 77 euro.

 

Non si deve dimenticare infine che, all’interno dei negozi, spesso i prodotti a costo minore vengono sistemati sugli scaffali più bassi, mentre quelli su cui si punta la vendita sono quelli situati ad altezza occhi. Inoltre, i volantini distribuiti dagli esercizi commerciali propongono offerte che incuriosiscono il consumatore: devono però essere esaminati gli sconti e le promozioni presenti nello stesso negozio, ancorché non segnalati.

6 Aprile 2021 
di Emanuela Susmel