meise

tra vaporwave e autobiografia

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“Meise” è una raccolta di pensieri scritti prevalentemente in quarantena “quando non avevo altro che il mio cervello e ci dovevo fare i conti forzatamente tutti i giorni. Le canzoni hanno avuto uno scopo terapeutico, pur avendo iniziato una terapia per capire meglio i miei sentimenti“. Le canzoni esprimono parte della realtà quotidiana di Meise e, prese tutte insieme, danno vita alle immagini dei suoi pensieri giorno per giorno. Ogni brano è stato scritto e suonato dallo stesso Meise, a volte riadattando vecchie canzoni. “Non pretendo che piacciano o siano comprese da tutti, in primis le ho scritte per me, scavando e tirando fuori delle emozioni sepolte per poi metterle sopra ai beat. E il merito va soprattutto alle persone che mi hanno spronato: i miei amici, la mia compagna e tutti coloro che hanno creduto nel progetto come l’etichetta Grifo Dischi“.

Ciao Meise! La prima domanda viene spontanea: da che cosa nasce il tuo nome d’arte, che è anche il nome di questo tuo primo lavoro?

Meise deriva da "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello, come alter ego del protagonista

"Mattia Pascal/Adriano Meis".

Com’è stato lavorare durante questa pandemia? Che strumenti hai utilizzato per registrare?

Ho lavorato a quattro mani con il produttore artistico di Grifo, Alessio, registrando da casa gli strumenti.

Sei soddisfatto di questa tua prima opera? Cos’ha significato per te mettere a nudo le tue emozioni tramite la musica?

Non sarò mai soddisfatto pienamente di quello che faccio ma penso faccia parte del processo, ma posso dire di aver messo sinceramente me stesso dentro quelle canzoni e questo ha significato molto per me.

Mi sembra che nel tuo ep ci siano anche sonorità vaporwave e lofi, ho ragione? Ci sono artisti a cui ti ispiri in particolare?

Sicuramente tendo ad avere sonorità del genere, ammiro molto il progetto Gorillaz.

Che reazione ti aspetti dal pubblico?

Nessuna in particolare, per me il fatto che abbiano ascoltato le mie canzoni è già abbastanza, questa è l'occasione che sto avendo e ne sono felice.

Questo 2020 ti ha ispirato creativamente? Nella tua musica c’è molto di te?

Penso ci sia più di me nella mia musica che in quello che faccio quotidianamente, da questo 2020 più che ispirazione ho avuto tempo per darmi forza ad uscire dal mio guscio.

Quale sarà il tuo prossimo passo? Hai intenzione, quando si potrà, di fare dei concerti?

Certamente, intanto continuerò a scrivere.

Grazie e in bocca al lupo!

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10 Dicembre 2020 
di Giacomo Canton