credo

Che ci siate oppure no, io ho una cosa da dire.

Oggi ho avuto una discussione con un mio amico; lui è uno di quelli bravi, bravi a credere a quello in cui gli dicono di credere.

Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente.

Be' non è vero. Anch'io credo.

Credo che a volte sia meglio non credere che credere, ma credo anche che non credere mai sia da idioti,

Credo nel silenzio che non sempre va riempito,

Credo che in questi mesi ci sia stato troppo rumore e poche parole, troppe opinioni e poche riflessioni, troppe notizie e poca informazione,

Credo che ci siano stati molti contatti e poche relazioni,

Credo che la noia sia sinonimo di creatività e che in pochi si siano annoiati,

Credo che la tecnologia non ci salverà e che a poco a poco ci ucciderà,

Credo che l’ansia del reinventarsi ci abbia spinto a regredire,

Credo che la nostra radio sia morta, uccisa da ogni venerdì in cui il bar del centro sociale è rimasto chiuso, da ogni incontro culturale saltato, da ogni riunione annullata, da ogni crescentina non fritta, da ogni fatica risparmiata, da tutte le voci che improvvisamente sono diventate afone per mancanza di strumenti.

 

Ogni ragnatela tessuta, ogni granello di polvere posato, ogni giorno di inattività ha ucciso la radio.

Credo che non solo i ragni abbiano lavorato in questo periodo. Lo abbiamo fatto anche noi.

Credo nella ripartenza, non come nuovo inizio ma come percorso che continua sulla base di quanto già fatto. Noi continueremo.

Credo che i buoni propositi siano il modo meno originale di dire stronzate a sé stessi e agli altri, per questo non ne ho, per questo la radio non sarà un posto magicamente più bello o migliore dopo la pandemia, per questo credo che ogni passo sia un problema, che dietro ogni passo ci sia un affermazione e che chiunque spacci le previsioni come certezze sia un coglione.

Credo che la fretta sia solo la fuga cieca di chi non ha idee, credo che la pazienza sia una virtù che tutti invocano per giustificare i propri ritardi e che nessuno possiede, credo che la tenacia sia l’arma di chi vuole vivere il presente talmente intensamente fino a trasformarlo in futuro. Credo che ora tutti abbiano fretta, che nessuno sia paziente e che tutti siano in ritardo. Spero che la radio in tutto questo sia tenace.

Credo che per credere a volte ci voglia molta energia. Spero di trovarla, spero che la radio la abbia.

5 Luglio 2020 
di Giacomo Tarsitano